Crono

1948

Giovanni Chiaramonte nasce a Varese da genitori di Gela e, col passaggio del padre dalla progettazione aeronautica a quella automobilistica, si trasferisce a Milano.

1967

Durante gli studi in Filosofia si accentua il suo interesse per il cinema e la fotografia e, grazie all’estetica teologica di Hans Urs von Balthasar, fonda la propria visione sulla concezione della realtà come dramma della forma.

1972

Incontra la cultura e l’immagine dell’Oriente cristiano nella cinematografia di Andrej Tarkovskij e nella teologia di Pavel Evdokimov e Olivier Clément, abbandonando grazie a loro lo spirito della rivoluzione di molti amici e dei gruppi giovanili del tempo per cercare una via personale nella rivoluzione dello spirito.

1973

Conosce Paolo Monti, Luigi Ghirri e Arturo Carlo Quintavalle, mettendo a fuoco i temi fondamentali della propria fotografia. Si confronta con Adriano Altamira, Gianfranco Pardi, Emilio Tadini e con Giuseppe Panza di Biumo e con le opere degli artisti della sua collezione, soprattutto con quelle di Robert Ryman e Dan Flavin.

1974-77

Prima personale con Sequenza nel tempo e Dov’è la nostra terra alla Galleria Il Diaframma di Milano. Realizza Giardini di Sicilia, Discorso di Natale e La Creazione dedicata a Flavin. Sul finire dell’anno, messo in crisi dalle Verifiche di Ugo Mulas e dalla fine della rappresentazione nell’arte sostenuta dalla maggioranza della critica contemporanea, interrompe l’attività creativa per un lungo periodo di silenzio e di meditazione, seguendo la testimonianza di Thomas Merton. Studia la fotografia di Paul Strand, Robert Frank, e Minor White, sui quali scriverà negli anni successivi ampi saggi.

1978

Riprende a fotografare con la sequenza Verso il celeste, subito esposta da Vittore Fossati nella propria galleria ad Alessandria. Fonda con Luigi Ghirri la casa editrice Punto e Virgola e con lui inizia una comune ricerca sul paesaggio italiano che segna una svolta importante nella nuova fotografia in Italia.

1980

Assume la direzione della Punto e Virgola, assorbita dalla Jaca Book, ultima le sequenze Finestre, Scatola magica. Utilizza il formato quadrato per Paesaggio Italiano; l’intreccio tra forma dei luoghi, destino degli uomini e viaggio come via di conoscenza e salvezza diventa il centro della sua opera.

1981

Organizza per la Fondazione Agnelli Italy through the camera’s eye, mostra itinerante in USA, America Latina, Giappone, Australia.

1982

Organizza la rassegna e il volume Luogo e identità nella fotografia europea contemporanea, nel quale presenta i nuovi autori di Italia, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Olanda, Germania, Austria, Svizzera.

1983

In Giardini e paesaggi, con una prefazione di Arturo Carlo Quintavalle, pubblica l’opera sul paesaggio inteso come rivelazione oggettiva del Genius Loci. Scrive una Storia della fotografia edita in Italia, USA, Giappone. Cura la mostra e il volume Nuova Fotografia Inglese. Inizia la collaborazione con Pierluigi Nicolin e la rivista “Lotus”.

1984

Chiamato dall’I.B.A. per fotografare la ricostruzione di Berlino, associa al progetto John Davis e Wilhelm Schurmann. Pubblica su “Camera Austria” il saggio Die Kraft und die Herrlichkeit der Fotografie con le prime immagini berlinesi.

1985

Con la Triennale di Milano continua la ricerca su Berlino e con Da terre in mezzo al mare inizia da Gela quella sul Mediterraneo; entrambe le ricerche fanno parte di Terra del Ritorno, un più ampio progetto sul destino dell’Occidente, alla cui realizzazione vengono finalizzati tutti gli incarichi avuti da enti pubblici e privati.

1986

Con il Deutsches Architekturmuseum di Francoforte prosegue la ricerca su Berlino, con la Triennale lavora su Roma e Ancona, mentre con il progetto Via Emilia coordinato da Luigi Ghirri analizza le città poste tra Piacenza e Rimini.

1987

Grazie alla Fondazione Italiana per la Fotografia realizza la sequenza iniziale di Autostrade. Con la mostra Il costruire di Alvaro Siza inaugura lo spazio espositivo della Facoltà di Architettura di Milano.

1988

Per Terra del ritorno fa un viaggio ininterrotto da Roma verso Atene, Istanbul e Gerusalemme.

1988

Fonda con Rossella Bigi e Gianni Berengo Gardin la cooperativa Esposizione, e con loro pubblica i libri Tra città e città, Milano e il volto del suo governo. Tiene al Museo di Arte Contemporanea di Caracas la mostra Figuras de Ciudad. Cura il libro e la mostra di Wim Wenders Scritto nel West.

1989

Pubblica Terra del Ritorno con una prefazione di Roberto Mussapi, che definisce il libro “…poema di viaggio, cioè poema sapienziale correlato nel tempo”, nel suo pellegrinare da Berlino verso Roma, Atene, Istanbul, Gerusalemme. Fotografa la periferia di Graz per la Haus der Architektur.

1990

Fonda la collana di Fotografia della Federico Motta Editore. Con Rossella Bigi, Guido Guidi, Mimmo Jodice pubblica Gibellina Utopia Concreta e con Gabriele Basilico, Luigi Ghirri e altri fotografa Roma in occasione dei mondiali di calcio.

1991

Pubblica Lazio per il Touring Club italiano, Berlino per Jaca Book e Wasmuth. Grazie alla Fondazione Italiana per la Fotografia e il Meeting per l’Amicizia fra i popoli inizia la seconda parte dell’opera sul destino dell’Occidente, fotografando attraverso gli Stati Uniti dal Texas alla Florida.

1992

Westwards comincia a prendere forma definitiva in un nuovo viaggio tra California, Arizona e Florida: l’esperienza americana dona consapevolezza nuova al fotografare che diventa sempre più Genial Location, ricerca del punto decisivo nello spazio e nel tempo, ovvero dell’immagine unica e personale dove la figura finita dell’uomo incontra la presenza infinita di Dio. Per Architettura e Spazio Sacro nella Modernità alla Biennale di Venezia realizza una multivisione sulla forma del tempio e il saggio Scritture della Luce. Pubblica la monografia su Paolo Monti.

1993

Per Le Mai de la Photo fotografa le basiliche di Reims dichiarate dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità. Penisola delle Figure, con immagini italiane e poesie di Umberto Fiori, inaugura l’innovativa collana Motta Fotografia, in cui la visione di un fotografo si coniuga con la narrazione di uno scrittore. È scelto da Arturo Carlo Quintavalle per la mostra Muri di carta alla Biennale di Venezia.

1994

Fotografa la chiusura della Porta Santa a Santiago di Compostella per Universal, ultimo atto dell’opera sul destino dell’Occidente. Torna a fotografare Gela, paese d’origine dei genitori e della propria visione.

1995

Attiva tre collane d’arte per la S.E.I. di Torino, tra cui quella di saggi illustrati “Fotografia e storia”. Chiamato da Antonio Monestiroli per la mostra Il Centro Altrove della Triennale realizza Luce Marginale, un’unica immagine di venticinque fotografie scattate lungo il cono prospettico che da Porta Vigentina e Porta Romana porta alla periferia sud di Milano.

1996

Grazie a Italo Rota inizia Cerchi della città di mezzo, un’opera su Milano secondo percorsi circolari a partire dalle tangenziali, attraverso le circonvallazioni e la cerchia dei Navigli, sino al Duomo. Pubblica Westwards con la prefazione di Joel Meyerowitz e testi di Umberto Fiori. Per Encontros de Fotografia di Coimbra fotografa Lisbona e l’Alentejo. Da Tijuana e Guadalupe fino al Chiapas, Panama, Cuba, lavora su Universal.

1997

Fotografa Venezia-Marghera per la Biennale di Venezia a cura di Paolo Costantini e insieme a lui pubblica Niente di antico sotto il sole, con tutti gli scritti di Luigi Ghirri e un’antologia delle sue sequenze.

1998-99

Grazie all’arch. Marcello Panzarella e all’arch. Vito Corte, comincia a fotografare per l’opera Dolce è la luce la costa occidentale della Sicilia. Inizia una ricerca sulla presenza degli immigrati nei centri storici italiani con un incarico su Palermo dell’arch. Pasquale Culotta. Pubblica, con una prefazione di Michele Cometa Ai confini del mare. Un viaggio di ritorno a Gela nei tempi e nei luoghi del Mediterraneo. L’amicizia con Joel Meyerowitz da origine alla mostra Eventi umani Eventi urbani. In occasione della prima conferenza nazionale per il paesaggio tenutasi a Roma pubblica il saggio “Lo spazio del contemporaneo” con un’antologia di sue immagini.

2000

Con i poeti e scrittori Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Luca Doninelli, Umberto Fiori, Giovanni Raboni, Davide Rondoni pubblica ed espone in Triennale con un allestimento dell’arch. Pierluigi Nicolin l’opera Milano.Cerchi della città di mezzo. Per il Piccolo Teatro di Milano, su iniziativa di Federica Motta, da vita alla rassegna Teatro della visione, esponendo Ugo Mulas, Wim e Donata Wenders, Carmelo Bongiono, Paolo Monti, Ikko Narahara, Duane Michals, nella personale consapevolezza critica che la tragedia greca e la liturgia cristiana sono il luogo d’origine della visione occidentale e della fotografia. Con un testo dell’arch. M. Antonietta Crippa e con i versi di Umberto Fiori realizza il volume d’artista In corso d’opera, in occasione del restauro della facciata del Teatro alla Scala. Espone e pubblica con la prefazione di Paolo Morello Pellegrinaggi occidentali e, assieme a Joel Meyerowitz, Mondocittà.

2001

Grazie agli studi di Alessandro Parronchi, Filippo Camerota, Niccolò Niccolai, Réné Girard, Giuseppe Fornari, si dedica a ultimare la ricerca sulle ragioni culturali e teologiche del realismo mimetico nel canone occidentale e sui presupposti storici e teoretici nell’invenzione dell’obbiettivo da parte di Galileo Galilei. Per l’esito di questi studi viene chiamato ad insegnare Drammaturgia dell’immagine alla Facoltà Teologica di Sicilia e alla IULM di Milano. Espone e pubblica l’antologica di Joel Meyerowitz Città e destino, con alcune immagini di Ground Zero in anteprima mondiale.

2002

Cura la ricerca iconografica e la prefazione per i Diari. Martirologio di Andrej Tarkovskij. In questa occasione trova il fondo di polaroid scattate dal regista russo e ne cura la pubblicazione in Luce istantanea, insieme al figlio Andrej A. Tarkovskij. Per la Triennale di Milano cura la sezione di fotografia della mostra di Gianni Canova Le città in/visibili dal libro di Italo Calvino. Inizia a fotografare la campagna lombarda nei dintorni di Milano e del fiume Mincio per la sequenza Infinite Nature utilizzando il formato panoramico doppio quadrato. Pubblica sulla rivista “Lotus Navigator” ed espone alla Galleria San Fedele di Milano la sequenza Di-stanze con le immagini realizzate l’anno precedente alla collezione di Giuseppe Panza nella villa di Biumo: attraverso le enigmatiche finestre a specchio delle scuderie e le camere oscure illuminate dai fori stenopeici e dai neon di Flavin, Chiaramonte ritrova nelle stanze e nelle istallazioni artistiche il processo creativo che ha generato la fotografia, prendendo le distanze da ogni supposta fine della rappresentazione e da ogni figurazione intesa quale pura superficie priva di senso e profondità. Fotografa i luoghi di Cefalù e pubblica, grazie all’arch. Marcello Panzarella, Frammenti dalla Rocca. Con Carmelo Bongiorno e Gianni Berengo Gardin fotografa Catania per la mostra Tre sguardi sulla città, con immagini esposte nei cartelloni pubblicitari stradali.

2003

Grazie alla Galleria Luigi Ghirri di Caltagirone espone e pubblica Dolce è la luce. In Sicilia, Svizzera e Trinidad realizza la sequenza Blackness, esposta alla Triennale di Milano nella mostra Asfalto curata da Mirko Zardini. Trascorre l’estate a Berlino dove, utilizzando il formato panoramico doppio quadrato, riprende il lavoro sulla capitale tedesca, figura emblematica del destino dell’Europa.

2004

Espone e pubblica Abitare il mondo. EuropE, con testi di Gianni Canova, Umberto Fiori, Mirko Zardini, a Legnano, Villanova Monteleone e in Palazzo Sarcinelli a Conegliano. Espone Berlin, Figure alla IX Biennale Architettura di Venezia, pubblicando un portfolio con testo di Kurt W. Forster. Il filosofo Silvano Petrosino lo inserisce con una antologia dei suoi testi nel volume Piccola Metafisica della Luce, dedicato alle figure e alle riflessioni più significative su questo tema nel pensiero teoretico della cultura occidentale.

2005

Pubblica il volume Attraverso la pianura, lavoro sulla complessità e contemporaneità del paesaggio autostradale in Italia, iniziato ed esposto per la prima volta nell’87 e ripreso nel 2004. La Provincia di Milano acquisisce una selezione di quest’opera e la espone presso la Fondazione Stelline a Milano prima di destinarle al Museo di Fotografia di Cinisello Balsamo, diretto da Roberta Valtorta. Grazie alla Regione Lombardia realizza Senza foce, un volume sul fiume Olona, la cui sorgente dista poche centinaia di metri dal luogo di nascita del fotografo e che s’interra nelle viscere di Milano a poca distanza dal luogo dove il fotografo abita.

Il 25 ottobre gli viene conferita la Laurea honoris causa in Architettura dall’Univerisità degli Sudi di Palermo, per la ventennale collaborazione sul tema dell’abitare e della città con le riviste e le istituzioni nazionali e internazionali.

2006

Il prof. Italo Zannier gli assegna il Premio Friuli-Venezia Giulia per la Fotografia.

Grazie alla Bugno Art Gallery può finalmente ultimare la sua opera su Venezia iniziata sin dal 1980, che espone e pubblica nel volume Come un enigma-Venezia.

2007

Pubblica ed espone al Museo Civico del Santo di Padova Nascosto in prospettiva. Scene nel paesaggio italiano, una raccolta di 72 immagini scattate tra il 1980 e il 1999. L’Arengo del Broletto di Novara ospita la mostra Contemporaneità delle rovine – Misura del paesaggio occidentale. con fotografie di Giovanni Chiaramonte e con disegni e modelli dell’architetto Paolo Zermani, accompagnata da un catalogo.

2008

Per la prima edizione del Triennale Design Museum “Che cos’è il design italiano? Le sette ossessioni” realizza il portfolio “Il Museo visto da Giovanni Chiaramonte”.

2008

Cura l’edizione italiana del volume di Robert Adams, Lungo i fiumi con un ampio saggio intitolato Una biografia occidentale.

2009

Pubblica ed espone presso la Triennale di Milano In Berlin, una scelta di 66 immagini del lavoro svolto a Berlino nel corso di 20 anni. Pubblica in Germania Berlin, die Stadt, die immer wird presso Schirmer/Mosel.

2010

Pubblica in volume a sestini ed espone presso la Galleria Credito Siciliano di Acireale e presso la Galleria Credito Valtellinese di Sondrio L’altro_Nei volti nei luoghi, 36 ritratti di persone extra-comunitarie a Palermo e a Milano, in forma di trittico, con vedute urbane, accompagnato da testi critici di Kurt Forster e Pierluigi Nicolin e con versi di Umberto Fiori.

2010

Per la terza edizione del Triennale Design Museum “Quali cose siamo” realizza il portfolio “Il Museo vito da Giovanni Chiaramonte”.

2011

Espone L’altro_Nei volti nei luoghi alla Triennale di Milano e a Palazzo Corbelli di Fano con una nuova edizione del volume e l’aggiunta di un contributo di Silvano Petrosino.

Realizza quattro dittici per i relativi tempi liturgici dell’Evangeliario Ambrosiano, esposti a Palazzo Reale in Milano.

Scrive il saggio “Fotografi di un’isola plurale” per il catalogo della mostra La Nuova Scuola di Fotografia Siciliana, esposta in Acireale e in Milano.

2012

Continua il lavoro su Venezia pubblicando Via Fausta, dedicata ai paesaggi lagunari di Cavallino Treporti. Le vedute urbane nelle vie e nei parchi di Potsdam danno vita alla mostra e al volume E.I.A.E._ Et In Arcadia Ego, dedicati all’architetto Oswald Mathias Ungers e presentati presso la Fachhochschule di Potsdam e in seguito presso la Galleria Luigi Ghirri di Caltagirone.

Dopo la seconda e più grave scossa del sisma in Emilia, con l’assistenza dell’arch. Matteo Agnoletto, realizza Interno perduto_L’immanenza del terremoto in un libro con un saggio di Arturo Carlo Quintavalle e in una mostra itinerante che ha toccato Potsdam, Modena, Milano, Cesena, San Marino, Vignola.

Durante l’estate trascorsa nello studio di Berlino lavora con la Polaroid ed espone e pubblica Inscape_Piccola creazione, dedicata al poeta Gerald M. Hopkins.

Vengono pubblicati i saggi “Fotografia” in Architettura del novecento a cura di Marco Biraghi e Alberto Ferlenga (Einaudi) e “Fenomeno religioso e fotoreportage” in Giornalismo e religione a cura di Giuseppe Costa, Giuseppe Merola e Luca Caruso (LEV).

2013

Prosegue gli studi sulla fotografia italiana moderna e contemporanea, pubblicando il saggio “Il paesaggio nella fotografia di E. Detti” e “Memoria di Macondo” sull’opera di Fausto Giaccone.

In occasione della mostra Interno perduto alla Fachhochschule di Monaco, tiene una lezione sul paesaggio nella fotografia italiana da Giuseppe Pagano a Luigi Ghirri.

In occasione della donazione alla Fondazione Lercaro di Bologna delle polaroid eseguite per l’Evangeliario Ambrosiano, tiene una lezione sui fondamenti teologici e critici nella fotografia del novecento con lettura e commenti a testi di Giovanni della Croce, Walter Benjamin, Gershom Scholem, Franz Rosenzweig, Hans Urs von Balthasar, Minor White, Wim Wenders.

Una selezione d’immagini tratte da Paesaggio italiano vengono esposte nella mostra Viceversa, a cura di Bartolomeo Pietromarchi, alla Biennale di Venezia nel Padiglione Italia.

2014

In occasione del 500° anniversario del Ghetto di Venezia Ziva Kraus espone nella galleria Ikona Gallery un’antologia di immagini su Gerusalemme, realizzate nel 1988. Pubblica il volume Jerusalem con 14 “descritture” di Umberto Fiori.

In occasione del convegno annuale del SISF Ravenna, Monica Maffioli scrive il saggio critico “Drammaturgia dell’immagine: Interno perduto_L’immanenza del terremoto di Giovanni Chiaramonte”.

Arturo Carlo Quintavalle, in occasione della presentazione di Jerusalem all’Accademia di San Luca in Roma scrive il saggio “Ritorno a Jerusalem”.

2015

Espone e pubblica con Alvaro Siza A medida do Ocidente_Viagem na rapresentação, un’opera comune in cui s’intrecciano i disegni e i testi dell’architetto portoghese e le immagini e i testi del fotografo italiano.

Per la Giornata della Memoria espone a Marsiglia le immagini di Jerusalem_Figure della Promessa, che saranno poi presentate, da marzo a maggio, presso il Museo Diocesano di Milano, accompagnate dai versi di Umberto Fiori e da tre incontri: con il poeta Umberto Fiori, il filosofo Silvano Petrosino e il critico letterario Antonio Sichera.

Con Giuseppe Marinoni pubblica da McGill’s University Press in Canada e da SMOwn Publishing in Italia il volume Città europea in evoluzione, originato da 5 anni di riprese a Amburgo, Amsterdam, Almere, Berlino, Barcellona, Breda, Lille, Lisbona, Londra, Milano, Parigi, Saint-Denis. Per il CCA di Montréal esegue un portfolio d’autore per il catalogo della mostra “Rooms you may have missed_Umberto Riva/Bijoy Jain”.

2016

Per la sezione dedicata all’arte sacra della XXI Triennale di Milano “Design behind design” realizza 18 trittici a 9 chiese edificate nella seconda metà del XX secolo nella Diocesi di Milano.