E.I.A.E. – Et in Arcadia Ego

Giovanni Chiaramonte
E.I.A.E. – Et in Arcadia Ego

Fotografie di Giovanni Chiaramonte – Poesie di Umberto Fiori
Cucine del Monastero dei Benedettini – Catania
A cura di Sebastiano Favitta
Dal 19 al 26 marzo 2016

È la speranza, la chiave di E.I.A.E. e sicuramente la luce, una luce d’oro come quella dell’eterno, che mi ha guidato in questo cammino attraverso Potsdam.
Questo percorso che inizio a fare nella città di Potsdam è un percorso che ha da una parte il Moderno e dall’altra la Storia – Ungers e Schinkel. E quindi l’esperienza della città contemporanea dove tutto può coesiste: un vecchio cancello, due antiche lampade stradali ricostruite, un edificio del Moderno, la scenografia dipinta di un palazzo di prossima ricostruzione. Ogni fotografia ha sempre in sé una luce che chiama lo sguardo e che lo attraversa. Il sapere di ogni artista, il sapere di ogni uomo è consapevole che la costruzione dell’uomo è sempre sospesa e appoggiata su un abisso. E questa è la complessità del tempo. Quanti tempi dobbiamo vivere noi? Quale incessante migrazione deve compiere lo sguardo di chi vive a Potsdam e nel mondo oggi per poter davvero abitare il pianeta, senza distruggerlo?
Le mie fotografie sono tutte in doppio quadrato, una scelta che mi permette di ricostituire la complessità, la polarità, la dimensione dialogica che rende possibile all’uomo abitare senza distruggere.