Per Milano_Il Giardino e la Città

Marcello De Masi 01/11/2015
Per Milano_Il Giardino e la Città

“Insieme potremo soffermarci sulla semplicità di un fiore che brilla nella luce annunciando un frutto, una nuova avventura, un seme, quindi un’invenzione.
Potremo disegnarlo e forse dargli un paesaggio. Potremmo addirittura dargli un nome. E allora esisterà.”1)[Gilles Clément, Giardini, Paesaggio e Genio Naturale, Quodlibet, Macerata, 2013, p.58]
Una piccola esposizione, ma preziosa, presso lo SPAZIOBAD, per dare un nome a ciò che avanza verso il nostro sguardo, farlo esistere.
La poesia del dare un nome a ciò che è nato libero dalla nostra lingua.
Il giardino come luogo dell’abitare, come luogo di apparizione del poetico, come luogo della propria casa, come luogo del sacro, come luogo di terra e di cielo, come luogo di magia, come luogo del volto, come luogo dello spettacolo del tempo, luogo del venire alla luce.
Una dedica per Milano: non una rassegna del Giardino nella “città di mezzo”, ma la reinterpretazione e la speranza di cinque autori che guardano al rapporto tra il recinto/paradiso2)[Ibidem, p.15] del giardino, la forma della città, ed il loro “sentire”.
Sguardi: nelle immagini tempi diversi, ere diverse, spazi e luoghi diversi. Vissuti diversi, messe in scena diverse, emozioni e pensieri diversi. Generazioni diverse: diversi gli anni di nascita dei vari sguardi che si confrontano, dal 1948 al 1987.
Ma qui uniti oltre il tempo, oltre lo spazio.
Così insieme: Giovanni Chiaramonte, Simone Casetta, Luigi Fiano, Lorenzo Martelli, Marcello De Masi.
Con discrezione, semplicità e musicale silenzio guardarci appena accanto e nella più piccola delle apparizioni, delle esistenze, nella più umile (e con umiltà noi) scoprire la bellezza: “Credo che una foglia d’erba non sia meno di un giorno di lavoro delle stelle […].”3)[Walt Whitman, Foglie d’erba, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1991, p.71]

Note   [ + ]

1. [Gilles Clément, Giardini, Paesaggio e Genio Naturale, Quodlibet, Macerata, 2013, p.58]
2. [Ibidem, p.15]
3. [Walt Whitman, Foglie d’erba, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1991, p.71]